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martedì 29 novembre 2016

PARTITO DEMOCRATICO...


Marco Travaglio Forever
11 ore fa
110 INDAGATI NEL PARTITO DEMOCRATICO CHE GRAZIE AL SÌ SARANNO SALVI DALLE MANETTE , DA INDAGINI, INTERCETTAZIONI E ARRESTI! E MOLTI SARANNO PRONTI A DIVENTARE SENATORI
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domenica 27 novembre 2016

CUBA 2015 11 07 GIANNI MINA' FIDEL CASTRO

CUBA

E' MORTO FIDEL CASTRO, FIDEL AVEVA DATO DIGNITA' AL POPOLO CUBANO...con la sua politica socialista...istruzione e sanita' gratis per tutto il popolo cubano...ciao fidel...

MASSIMO D'LEMA...GIACHETTI

GIachetti che per avere la legge elettorale fece uno sciopero della fame, rischiando la vita, d'alema che sembra l'ospite del partito democratico, con la boria che lo contraddistingue sempre, ha detto che lui ha tantissimi impegni in giro per il mondo, domani è in partenza per new york per recarsi alla fondazione clinton...e poi lui fa seminari, incontri, sembrava l'imitazione di blair, insomma poi giachetti è stato provocato da d'alema; "le riforme sono opera di berlusconi, e del patto del nazzareno"... giachetti gli ha ricordato che lui ha partecipato al patto della crostata, per chi non sapesse che razza di patto è... cito l'inciclopedia tre cani:
patto della crostata loc. s.le m. Nel linguaggio giornalistico e politico, accordo informale sulle riforme costituzionali siglato fra esponenti del Governo e dell'opposizione, nel corso di una cena conclusasi con una crostata. ◆ Ma l'ex "picconatore" [Francesco Cossiga, ndr] va avanti per la sua strada: suggerisce, incontra e fa mostra di grande sarcasmo. Definisce "patto della crostata" l'ormai famosa cena a quattro a casa Letta per salvare la Bicamerale. (Felice Saulino, Corriere della sera, 20 settembre 1997, p. 3) • Ma il precedente più illustre porta il nome di «patto della crostata». Era il 18 giugno 1997: la commissione Bicamerale per le riforme istituzionali, presieduta da Massimo D'Alema, rischiava di finire in un vicolo cieco. A casa di Gianni Letta, alla Camilluccia a Roma, vennero allora invitati lo stesso D'Alema (Pds) e Franco Marini (Ppi) per l'Ulivo; Berlusconi (Forza Italia) e Gianfranco Fini (An) per il Polo. Attorno alla crostata che, secondo una tradizione mai ufficialmente confermata, venne preparata dalla signora Letta come dolce per chiudere il pasto ottenendo l'unanimità dei consensi, fu raggiunto un patto: governo di tipo semipresidenziale e legge elettorale maggioritaria a doppio turno. (Giornale.it, 21 dicembre 2009, Politica) • Nel cosiddetto "patto della crostata" D'Alema si impegna a non spingere sulla legge sul conflitto di interessi e Berlusconi intende proseguire i lavori della Bicamerale fino all'accordo finale. (Daniele Biacchessi, Sole 24 Ore.com, 20 gennaio 2014, Notizie).
Espressione composta dal s. m. patto, dalla preposizione di e dal s. f. crostata.

POLITICHE SOCIALI

http://www.regioni.it/newsletter/n-2819/del-28-10-2015/il-ddl-di-stabilita-2016-e-le-politiche-sociali-14502/

sabato 26 novembre 2016

ISRAELE PALESTINA


Israele e Palestina: L’occupazione dura solo perché il mondo si rifiuta di agire.


by Donato on novembre 15, 2016 in Notizie

La seguente è una trascrizione delle dichiarazioni preparate dal direttore esecutivo della Ong israeliana B’Tselem, Hagai El-Ad, e da lui lette davanti ai membri del Consiglio di sicurezza delle

Nazioni Unite in una sessione speciale della “formula Arria,” su “Illegalità degli insediamenti israeliani: ostacoli alla pace e soluzione dei due Stati” a New York, il 14 ottobre 2016.

3_logo_homepage_5B’Tselem è un’organizzazione non governativa, fondata nel 1989 da accademici, avvocati, giornalisti e membri del parlamento israeliano (Knesset): il centro d’informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati. Il suo nome è una parola ebraica che significa letteralmente “l’immagine”. Appare due volte in un famoso verso del primo capitolo del primo libro della Bibbia: Genesi 1:27: “Dio creò l’uomo a sua immagine (letteralmente, ad immagine di lui), a immagine di Dio lo creò. “In ebraico, la parola è usata anche come sinonimo di “dignità umana”. L’obiettivo dell’organizzazione B’Tselem, conosciuto e rispettato perfino in Israele, è quello di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici israeliani, responsabili delle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi, illegalmente occupati, dopo la guerra di giugno del 1967. Così che nessuno possa dire un giorno: “non lo sapevo”.

Dal 14 ottobre, Hagai El-Ad è violentemente attaccato in Israele, dove i politici propongono di togliergli la sua cittadinanza israeliana come “traditore” per il suo paese. Ecco il testo del suo discorso:

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Illustri membri del Consiglio di sicurezza,

Prima di cominciare, vorrei esprimere il mio profondo ringraziamento per l’opportunità datami di parlare davanti a questo pubblico distinto e parlare con i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Quello che vi dirò non ha lo scopo di scioccarvi, ma di emozionarvi.

Durante i 49 anni trascorsi, e non è finita, l’ingiustizia, nota col nome di occupazione della Palestina e controllo da parte di Israele delle vite dei palestinesi a Gaza, in Cisgiordania e Gerusalemme Est, è diventata parte integrante dell’ordine internazionale. Il primo mezzo secolo di questa realtà sarà raggiunto a breve. Oggi, a nome del B’Tselem, il Centro di informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati, vi prego di prendere provvedimenti. A meno di un’azione internazionale decisiva, ciò che sarà fatto non servirà a nulla, tranne che ad entrare nella seconda metà del primo secolo di occupazione.

Signore e Signori,

Che cosa significa in termini concreti, trascorrere 49 anni, vale a dire, la vita di un uomo sotto il governo militare? Quando la violenza scoppia o quando specifici incidenti attirano l’attenzione di tutto il mondo, si ha una visione di alcuni aspetti della vita sotto occupazione. Ma per quanto riguarda il resto del tempo? Che dire dei molti giorni ordinari di una occupazione di 17.898 giorni, che prosegue? Vivere sotto il regime militare è una violenza invisibile, burocratica, quotidiana. Significa vivere in un regime senza fine di domande di autorizzazioni, che controllano la vita dei palestinesi dalla culla alla tomba. Israele ha la leva di comando nel Registro civile, nei permessi di lavoro; Israele ha il controllo su chi può viaggiare all’estero e su chi non può; in alcuni villaggi, Israele detiene la lista di coloro che possono visitare il paese e chi ha il permesso di coltivare tali terreni. A volte i permessi sono rifiutati; I permessi devono essere sempre rinnovati. Così, ad ogni respiro, i palestinesi devono inalare l’occupazione. Al minimo errore, si può perdere la libertà di movimento, perdere la vostra vita o addirittura la possibilità di sposarsi e costruire una famiglia con la persona amata.

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Nel frattempo, dappertutto, ci sono insediamenti e coloni. Sono cittadini israeliani che vivono, senza nascondersi, in una democrazia del primo mondo che, in un certo senso, esiste solo per loro oltre i confini del loro paese. Questa impresa continua a crescere, anche se illegale e si trova ovunque in tutta la Cisgiordania e Gerusalemme Est. Gli insediamenti accerchiano i centri abitati palestinesi così come la generosa concessione di terra alle loro periferie, per la loro futura espansione o la creazione di “zone speciali di sicurezza” che diventano “punti di controllo” per i palestinesi. Danno origine anche a strade by-pass per i coloni, al muro di separazione e, in ultima analisi, alla frammentazione della Palestina in centinaia di comunità isolate che galleggiano – o meglio, dovrei dire, che affondano lentamente in un mare di dominio israeliano . Chi potrebbe meritare di sopportare tali condizioni per mezzo secolo?

Signore e Signori,

Quasi ogni aspetto di questa realtà è considerata legale da parte di Israele. Il modo con cui Israele controlla la vita dei palestinesi è unico per l’attenzione scrupolosa che pone, come potenza occupante, nell’interpretare la legge alla lettera, mentre ne strangola lo spirito. L’occupazione ha perfezionato talmente l’arte di diluire il diritto umanitario internazionale ed i diritti umani che li ha praticamente svuotati del loro significato. Quando gli avvocati militari, i pubblici ministeri ed i giudici della Corte Suprema hanno finito di perfezionare il parere legale, tutto ciò che rimane è l’ingiustizia pura e semplice.

Per ogni morto palestinese, del quale si vuole scagionare l’assassinio, si trova sempre un parere saccente del procuratore militare per garantire l’impunità all’autore.

Che dire dei 100.000 palestinesi che si trovano dall’altro lato della barriera di separazione, eretta a Gerusalemme Est, dei quali è stata ignorata e trascurata l’esistenza? Vi ricordo che anche tale palese ingiustizia è stata approvata in anticipo dall’Alta Corte di Israele.

Trovatemi un palestinese che desidera essere riconosciuto proprietario di un suo appezzamento di terra, l’Amministrazione Civile vi fornirà materiale legale su misura – naturalmente, tutto questo nel rispetto della legge – per giustificare i suoi obiettivi: zone militari di esercitazioni, riserve naturali, siti archeologici e, soprattutto, la dichiarazione di migliaia di ettari come “terra di stato” – ma terra di quale stato? – Tutti questi metodi sono utilizzati con successo per spostare i palestinesi con la forza e giustificare il divieto fatto loro di connettersi alla rete idrica e a quella di distribuzione dell’ energia elettrica.

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Naturalmente, queste azioni degli israeliani non hanno sempre successo. Sarebbe troppo bello. Così, ogni tanto, magari una volta ogni dieci anni, un militare di grado non troppo elevato si trova davanti a un tribunale farsa che di sfuggita approva un piano di utilizzo del territorio per un villaggio. Queste peculiarità straordinarie, accuratamente scelte, distraggono utilmente dal quadro complessivo.

Al fine di mantenere l’apparenza di legalità, Israele prevede la procedura per tutto e niente: per l’alimentazione forzata di sciopero della fame, come è stato recentemente il caso presso l’alta corte; per approvare o automaticamente rinnovare gli ordini di detenzione amministrativa o estendere la detenzione senza processo di centinaia di palestinesi; per demolire la casa della famiglia di palestinesi che hanno effettuato attacchi – Sì, questo è successo anche centinaia di volte, secondo la procedura e con il sigillo dell’Alta Corte. Dal 2000 oltre 4.400 palestinesi hanno perso le loro case in questo modo.

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Sì, Israele ha avvocati, pubblici ministeri e giudici che sono dei professionisti. Si tratta naturalmente di un lavoro altamente professionale. Abbiamo avuto il tempo sufficiente per muoverci verso un’occupazione più perfetta. Ma non c’è bisogno di essere avvocati per riconoscere un’ingiustizia. Guardate l’occupazione e tutta l’apparenza di legalità che l’ accompagna, e descrivetela per quello che è: una parodia della legalità su una violenza organizzata di stato.

Signore e Signori,

Israele ha sistematicamente legalizzato violazioni dei diritti umani nei territori occupati: installazione di colonie perenni, demolizioni punitive di case, un meccanismo di parte nelle costruzioni e pianificazione, confisca delle terre palestinesi e molto, molto altro ancora. Il sistema militare di applicazione della legge – se possiamo chiamarla così – ripulisce centinaia di casi in cui i palestinesi sono stati uccisi o vittime di abusi.

Ecco alcune cifre: Israele ha dichiarato il 20% del West Bank “terra di stato”; Israele autorizza “generosamente” i palestinesi a costruire su metà dell’uno per cento di Area C, il 60% della Cisgiordania posto “temporaneamente” sotto il controllo israeliano da una generazione; negli ultimi dieci anni, Israele ha demolito circa 1.200 case nella West Bank, senza contare le demolizioni a Gerusalemme Est, rendendo in tal modo senza domicilio fisso più di 5.500 persone, la metà delle quali erano minorenni; se si includono le cifre di Gerusalemme Est, questi casi aumenterebbero del 50%. Nel mese di aprile 2016, sono stati circa 7.000 i palestinesi nelle carceri israeliane, di cui un quarto agli arresti durante il tempo necessario per la procedura dei tribunali militari, e circa il 10% sono in detenzione amministrativa. Ultima serie di numeri: per un quarto dei 740 reclami di B’Tselem alle autorità militari a partire dal 2000, nessuna indagine è stata aperta; per l’altra metà, i reclami sono stati poi chiusi senza seguito; e solo in 25 casi, sono stati presi in considerazione gli atti d’accusa. E preparatevi: nel frattempo, le autorità militari hanno fisicamente perso traccia dei dossier di 44 casi – più dei 25 casi che sono stati rinviati davanti a un tribunale!

Israele insiste sul fatto che tutto questo è legale, sia secondo la legge israeliana che secondo il diritto internazionale. Ma non è così.

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Questo in pratica ha poca importanza, per impedire a Israele di perseguire la sua politica, perché, purtroppo, il diritto internazionale è privo di qualsiasi meccanismo di applicazione efficace. E in questo modo, la politica israeliana è applicata e promossa con un crescente sostegno della popolazione israeliana. Nonostante l’ampio consenso internazionale sul fatto che gli insediamenti siano illegali, come risulta anche dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, l’unica differenza che può essere misurata in questo settore è l’aumento del numero delle colonie e di coloni, sotto la cui ombra vivono palestinesi esposti a demolizioni o a deportazioni.

Signore e Signori,

B’Tselem lavora da 27 anni per indagare e denunciare le violazioni dei diritti umani nei territori occupati, per analizzare e interpretare i dati e sostenere, sia a livello locale come a livello internazionale, questi temi. Non ci pronunciamo pe una soluzione politica specifica; lottiamo contro le violazioni dei diritti umani. In realtà, evidenziamo a che punto Israele ha usato lo stesso “processo di pace” per guadagnare tempo – un sacco di tempo – poiché mette in campo sempre più fatti compiuti in territorio palestinese.

La missione di B’Tselem, che consiste nell’informare l’opinione pubblica israeliana dei modi in cui lo Stato opprime i palestinesi, continuerà fino a quando l’occupazione non cesserà. Siamo stati e resteremo sempre implacabili in questo tentativo, perché tale è l’obbligo morale che è alla base del nostro impegno. Ma dopo tanti anni, dobbiamo tirare fuori alcune conclusioni. Gli unici principi morali, non saranno sufficienti. Israele non cesserà di essere opprimente semplicemente svegliandosi una mattina e rendendosi conto della brutalità della sua politica. Decenni di falsi pretesti, di paure reali, di interessi economici e dogmi politici, hanno concorso ad evitare questa eventualità, mentre troppo raramente si fornivano ragioni in ​​grado di dimostrare il contrario.

E a livello globale?

Sono passati sei anni e mezzo da quando il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha avvertito che “lo status quo non è gestibile.” Senza dubbio, egli è stato solo sei anni e mezzo in anticipo nell’annunciare un simile avvertimento. Lo “status quo” – questo vettore di interessi di Israele che avanza sempre a scapito dei diritti dei palestinesi – si è dimostrato non solo sostenibile, ma in realtà fiorente.

Da quasi un anno, l’Unione europea ha avviato un “dialogo strutturato” con Israele, della durata di sei mesi, per porre fine alle demolizioni amministrative di case in Area C. Sei mesi più tardi, il dialogo non portò a nulla mentre le demolizioni divennero più numerose che mai, eppure l’Unione europea ha deciso, indovinate un po ‘: di estendere il dialogo. Se un numero senza precedenti di demolizioni può andare di pari passo con un programma di illimitato dialogo internazionale, perché fermare le demolizioni?

Senza dubbio, dal punto di vista internazionale, l’occupazione è gestibile. Lo è perché, finora, il mondo ha rifiutato di prendere misure efficaci.

Gli ultimi anni hanno reso ancora più doloroso il fenomeno. Il progetto a lungo termine di Israele di massimizzare i profitti derivanti dalla terra palestinese, riducendo al minimo lo svantaggio della presenza palestinese, è diventato ancora più palpabile che mai. Solo passando una mezza giornata in Cisgiordania, ci rendiamo conto della radicalizzazione dell’impresa che i governi israeliani, di destra, di centro e di sinistra, hanno messo in atto dal 1967. La stessa cosa è stata detta apertamente dai funzionari israeliani in pensione.

Di recente, un ex comandante del Comando Centrale ha detto che: “. L’esercito è lì perché lo Stato non ha alcuna intenzione di lasciare”. Ma ora che i leader israeliani, attualmente al potere, dal Primo Ministro fino a chi si trova in fondo alla scala, hanno smesso in tempo reale di fingere, riconoscendolo esplicitamente con tanto di chiarezza formale – certamente sembrava che, finalmente, ci sarebbero state delle implicazioni. Era ingenua questa speranza? Forse.

Mentre una chiarezza senza precedenti nel linguaggio degli israeliani ha ridotto il divario tra ciò che essi fanno e la vuota retorica dei negoziati e della diplomazia, la risposta globale è stata, beh! ancora una volta un nuovo rapporto. Le demolizioni sono aumentate, rendendo il 2016 l’anno peggiore mai registrato in questo settore. Mi sento in dovere di chiedere: Quante altre case palestinesi devono essere demolite prima che si sia capito che le parole non confermate dai fatti non fanno che suggerire a Israele che può continuare?

Signore e Signori,

La realizzazione dei diritti umani non deve più aspettare. I palestinesi hanno il diritto alla vita e alla dignità, hanno il diritto di determinare il proprio futuro. Questi diritti sono stati ritardati da troppo tempo. E ritardare la giustizia equivale a negare la giustizia.

Come Martin Luther King ci ha insegnato: “Sappiamo per dolorosa esperienza che dall’oppressore la libertà non viene mai concessa volontariamente “. La realtà che la comunità internazionale deve affrontare è questa: la mancanza di azione non solo dà all’oppressore la possibilità di continuare senza dover subire troppe ripercussioni, ma concede all’oppressore il potere di decidere quando sarà il momento giusto per iniziare a prendere in considerazione le alternative. “Aspettate” chiede Israele, “Ora non è il momento giusto.” Ma “aspettate” significa quasi sempre “Mai”, risponde Martin Luther King, ” è sempre il momento giusto per fare ciò che è giusto.” E quel momento è adesso: il momento finale che ha come scopo l’agire.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha non solo il potere: voi avete la responsabilità morale ed una reale opportunità di agire con impegno urgente, prima che giunga la data simbolica del mese di giugno 2017 quando inizierà la seconda metà di questo primo secolo, di rivolgere al mondo, agli israeliani e ai palestinesi, un messaggio chiaro, supportato da un’azione internazionale: Israele non può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Israele non può occupare un popolo per cinquant’anni e chiamarsi democrazia. Non si possono violare i diritti di milioni di persone e chiedere vantaggi a livello internazionale, giustificati dalle parole vuote di un impegno per dei valori condivisi di diritti umani.

Israele è un paese sovrano, fondato secondo la legittimità internazionale conferitale da una decisione storica dalla stessa istituzione nel 1947. Sono un cittadino di questo paese. Questo è il mio paese. Quel paese che nella maggior parte della sua esistenza, ha avuto dal mondo il permesso di occupare un altro popolo. Ho vissuto tutta la mia vita, ogni giorno della mia vita con questa realtà. Milioni di israeliani e palestinesi non conoscono altra realtà. Abbiamo bisogno del vostro aiuto. Cinquanta anni di occupazione “temporanea” sono troppo lunghi per far si che anche una sola persona in questo pianeta accetti un simile ossimoro. I diritti dei palestinesi devono essere tradotti in azione. L’occupazione deve finire. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite deve agire. E il momento di agire è ora.

Tradotto dall’inglese in francese da Philippe DAUMAS e dal francese in italiano da Anissa Manca.

FONTE: http://www.assopacepalestina.org/2016/11/israele-e-palestina-loccupazione-dura-solo-perche-il-mondo-si-rifiuta-di-agire/

domenica 13 novembre 2016

Viaggiatori on the road: Chuquicamata, dove tutto è grande!

Viaggiatori on the road: Chuquicamata, dove tutto è grande!: Chuquicamata , detta anche Chuqui , è la miniera di rame a cielo aperto più grande del mondo. Si trova in Cile nella Regione di Antofaga...

VENERDÌ 21 DICEMBRE 2012

Chuquicamata, dove tutto è grande!

Chuquicamata, detta anche Chuqui, è la miniera di rame a cielo aperto più grande del mondo. Si trova in Cile nella Regione di Antofagasta, a 15 km a nord di Calama e a 245 km a nord-est del capoluogo Antofagasta.
E’ lunga 4,5 km e larga 2.5 km e supera i 1000 metri di profondità.
È possibile visitarla lasciando un contributo libero, basta mettersi in lista presso la CODELCO, la società statale che la gestisce.
Poco lontano dal grande cratere in perenne escavazione sorge un grande villaggio ormai fantasma, in cui vivevano circa 25mila tra operai, minatori e le loro famiglie.
Era un campamento simile a una piccola città con tutto quello che serviva alla popolazione, ma poi tutti vennero trasferiti a Calama dove vennero costruiti alcuni quartieri con questo scopo; gli ultimi se ne andarono nel 2008.
Vi lavorano 18mila persone, 24 su 24, che estraggono 1500 tonnellate di rame al giorno (!) di cui il 45% viene esportato in Asia (il 22% alla Cina). Le stime indicano che se ne potrà estrarre ancora per i prossimi 50 anni. Si capisce che con il prezzo del rame alle stelle questa voce funga da traino all’intera economia cilena.

I mezzi di scavo e di trasporto la percorrono grazie a un sistema viario a gradoni che si sviluppa su più livelli, collegati tra loro da brusche rampe discoscese, sino al piano che costituisce la profonda base. Le ruote di questi mastodontici automezzi misurano tre metri di diametro e sono azionati da un motore indipendente.
Nella miniera operano un centinaio tra autocarri pesanti ed escavatori a cucchiaio, che lavorano duramente per estrarre e trasportare giornalmente circa 600.000 tonnellate di minerale di rame. Per far fronte a una simile quantità, ciascun ribaltabile deve poterne trasportare almeno 400 tonnellate a ogni viaggio.


Per le società minerarie, gli investimenti nelle apparecchiature mobili sono spesso la voce di spesa più elevata. Le ruote dei ribaltabili impiegati a Chuquicamata costano 12.000 euro cadauna, mentre un escavatore a pala costa circa 20 milioni di euro.



La nazionalizzazione delle miniere di rame fu formalizzata nel 1971, con una riforma costituzionale che sancì la partecipazione dello stato nelle riserve di rame del paese in misura del 51 percento. La Codelco nacque nel 1976 e, da allora, è cresciuta sino a diventare il principale produttore di rame del mondo, con circa il 20 percento delle riserve mondiali e una produzione che, nel 2008, è stata pari a 1,5 milioni di tonnellate di rame pregiato.
Uno degli obiettivi principali della Codelco è produrre rame al minor costo possibile per la popolazione cilena, a cui si affiancano altri intendimenti cruciali. Nel 2003 la società ha approvato la sua “Politica per lo Sviluppo Sostenibile”, la quale sancisce l’importanza di perseguire gli obiettivi economici nel rispetto dei principi di sviluppo sostenibile e responsabilità sociale.

In linea con tali finalità, la società stabilisce quanto segue: “La missione della Codelco consiste nello sviluppare, in modo solerte e responsabile, tutte le capacità nell’attività mineraria e in quelle correlate al fine di massimizzare nel lungo termine il proprio valore economico e il contributo allo stato del Cile”. La Codelco è andata ben oltre questo proposito: nel 2008, la frequenza degli incidenti è stata la più bassa nella storia aziendale e, nello stesso anno, si è scelto di investire 36 milioni di euro in progetti ambientali.
“A Chuquicamata, sostenibilità e sicurezza sono i principi guida. Quando arriva un nuovo minatore, prima si parla di lui e solo dopo dei processi”

foto e video: viaggiatori on the road

domenica 2 ottobre 2016

INQUINAMENTO IN ITALIA


Inquinamento, gli ultimi dati fanno venire voglia di scappare dall’Italia



http://www.wired.it/attualita/ambiente/2016/09/28/dati-inquinamento-oms-italia/

E dalla Pianura Padana in generale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una delle aree più inquinate dell’intero continente europeo


Foto WHOFoto WHO
I dati diffusi dalla Oms, in quello che è considerato il più dettagliato studio finora mai condotto sull’argomento, lasciano senza parole. I giornali di tutto il mondo hanno ripreso la notizia, focalizzando sul proprio stato di salute locale. In generale, l’organizzazione sanitaria mondiale dice che il 92% delle persone sul globo, cioè oltre 9 persone su 10, respirano aria troppo inquinata, aria che danneggia la loro salute respiro dopo respiro. I morti che ne conseguono sono milioni, uccisi da solfati, nitrati e carbone che penetrano in minuscoli corpuscoli nel nostro corpo, fino a ucciderlo. I danni peggiori li subiscono, si sa, vecchi, bambini e donne gravide.
La nostra stampa riporta la notizia generale, dall’Ansa ai siti più letti, senza tuttavia entrare nello specifico di quella che per noi dovrebbe essere la vera notizia, di interesse pubblico. Abbiamo l’aria peggiore di tutta l’Europa occidentale, nessun angolo del nostro Paese può vantare zone “verdi”, cioè pulite, come invece hanno Francia, Spagna e soprattutto Gran Bretagna e Paesi scandinavi.
 Tutto il nostro Paese è avvolto da una nebbia killer, mentre la Pianura Padana raggiunge i livelli record – il rosso – presente altrove ad esempio in Cina e India.
Considerando anche l’Europa dell’Est, il rosso si trova solamente nel sud della Romania e nel nord della Serbia. Scozia e Irlanda se la passano molto bene, come anche parti del sud della Francia e della Spagna, mentre, come detto, il colore verde non tocca nessun luogo dell’Italia.

LA COSTITUZIONE ...

12 ottobre: due punti di vista

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Linda Cima

Sabato c’è l’ennesima manifestazione dei soliti noti a difesa della Costituzione…ne cito uno a caso: Gustavo Zagrebelsky.  Caro Zagrebelsky, non ricordo neanche piu’ in tantissimi anni di partecipazioone come cittadina italiana non suddita ma con la schiena diritta, a quante manifestazioni io abbia partecipato a difesa della Costituzione, tante, troppe. Venire sabato di nuovo a manifestare mi sembra una cosa perfettamente inutile, inutile perché mentre voi manifestate, nulla cambia a livello politico, non vedo neanche la nascita di un nuoco soggetto politico che possa prendersi cura della difesa della Costituzione, salvo naturalmente il M5S, ma il M5S malgrado abbia preso 9 milioni di voti, sembra venga spesso ignorato e direi anche sbeffeggiato, perché a capo c’è un comico, ma pensi un po’ Zagrebelsky io mi sono dovuta affidare ad un comico per uscire dall’astensionismo, visto il cattivo odore, che proveniva dai partiti tradizionali. Quindi ribadisco che è perfettamente inutile venire sabato, sarebbe solo l’ennesima riunione in piazza dei soliti noti, senza la partecipazione del popolo, quel popolo che subisce il non rispetto di quella prima parte della Costituzione che è stata regolarmente violata e violentata, nessuna voce si è levata a difesa di questa parte di popolo che da anni e anni se la cava da solo senza i diritti che quegli articoli della Costituzione richiederebbero per tutti e non solo per una fetta di privilegiati. I sindacati si sono guardati bene dal pretendere di propagare questi diritti a tutti, anzi continuano a difendere gli ammortizzatori sociali che vanno solo ad una fetta di privilegiati, mentre i lavoratori appartenenti al 95% di piccole aziende al di sotto dei 15 dipendenti se perdono il lavoro si devono affidare alla Caritas anche se laici, oppure al suicidio, e sembra sia stato praticato abbastanza. Se non partiamo dal rispetto dalla prima parte della Costituzione per dare dignita’ alla gente con il lavoro, è inutile occuparsi della seconda parte, lo capisce vero Zagrebelsky ? Quindi penso che avrete pochissima partecipazione popolare per i motivi sopra esposti. Caro Zagrebelsky, il rinnovamento in Italia sta avvenendo solo grazie a quei 9 milioni di persone che con coraggio hanno votato un comico, e grazie a quel coraggio adesso abbiamo decine di giovani in Parlamento preparati e capaci, che fanno vera opposizione. Sabato io non ci sarò, e sara’ la prima volta che non partecipo, ma non credo che sarò l’unica…(…) 

Anna Lombroso

Cara Linda, dubito che Zagrebelsky ti risponderà, sempre troppo grande è la distanza che separa chi ha ruolo e tribuna, sia pure moralmente ineccepibile e autorevole, dai comuni mortali. E non pretendo di parlare a suo nome, è che tra tanta barbarie è bello un dialogo tra amici. Per istinto non ho mai provato la dolceamara voluttà dello stare in perenne minoranza: qualche volta mi piacerebbe vincere. E non conosco la disillusione: forse perché raramente mi sono illusa e perché temo sempre che costituisca una scorciatoia per approdare sulle spiagge dorate dell’accidia, del risentimento e dell’autoassoluzione. Al tempo stesso, nutro una ormai consolidata ostilità per gli appelli degli intellettuali, temo sempre che qualcuno di loro risorga dalla tomba in un gran clangore di ossa per apporre la sua immancabile firma in calce, i venerabili maestri mi fanno venire l’orticaria, le liturgie officiate esemplarmente a scopo muscolare, didattico o simbolico mi sembrano sterili e anche ormai odiose se devo per giunta sborsare due euro per essere presa per i fondelli a uso di Renzi o simili.
Ma il 12 sarò alla manifestazione. Mi mancheranno i sentimenti di una volta: quell’entusiasmo che deriva dal riconoscersi, la festosità di incontrarsi tra affini, il clima da scampagnata di festa e di lotta, il senso di appartenenza, sorprendente per chi è stato sempre un po’ estraneo e apocalittico, il camminare a fianco di “compagni”, ma forse più che la nostalgia per quel sentire, mi mancherà l’io di allora, che anche la nostalgia non è più quella di un tempo. Lo so, andare alla manifestazione fa un tutt’uno col “voto inutile” che ostinatamente continuo a offrire sull’altare egocentrico della propria coscienza da pacificare. Ma l’antipolitica, quella vera, quella di un ceto incapace e protervo, inadeguato e ambizioso, vorace e indifferente, assoggettato e prepotente, ci ha espropriato di tutto. Da cittadini ci ha ridotto a spettatori delle loro “imprese”, televisive e politiche, da elettori ci ha retrocesso a notai chiamati a legittimare solo formalmente le loro scelte obbligate. Ci hanno tolto il gusto del ragionare insieme, perché insieme ci stanno solo loro in opache alleanze e consorterie chiamate variamente larghe intese o governi di salute pubblica.
Pubblica? ormai ci hanno tolto anche il senso di quell’aggettivo, criminalizzato come sinonimo di sperpero, corruzione, inettitudine, malversazione, in favore di un progressivo privato, dinamico, profittevole e ardito. Ci hanno levato anche il piacere di manifestare come si fece con un milione di persone in una bella giornata di sole, ci hanno rubate le piazze del 25 aprile e del 1° maggio, ché pare che riscatto e lavoro possano essere solo commemorati, per perpetuare quella narrazione pubblica secondo la quale ci sarebbe bisogno di ricomporre le fratture, di pacificare, di andare avanti dimenticando quello che c’è prima e dietro, per neutralizzarne la potenza, rimuoverne gli effetti, cancellarne simboli e contenuti, prima tra tutti la più allegorica e fondamentale, la Costituzione. A questa finzione di democrazia, svolta a porte chiuse, le piazze che si addicono sono quelle oceaniche a pagamento, quelle delle belle famiglie che lavano i panni sporchi in case e ville appartate e protette, quelle dei fan di un condannato che tiene sotto scacco un intero paese, un terrorista che ricatta i suoi partner, le istituzioni, i partiti e le assemblee rappresentative, con messaggi e slogan golpisti ed eversivi, quelle di una maggioranza che non lo è nemmeno numericamente ma che lo diventa grazie allo stravolgimento delle regole, al berciare più forte, alla palese illegittimità di elezioni impari e alla conservazione di un sistema che abroga il potere di scelta del popolo, non più sovrano.
È per riprendercela per un giorno, la piazza, sperando sia per sempre, che vado alla manifestazione del 12. Magari come dici tu ci sarà poca gente, magari non mi riconoscerò in un’èlite togata, in parole d’ordine troppo caute, magari mi disturberà qualche ambizione enfatica, qualche protagonismo, insomma quelle nostre malattie infantili. Ma spero ci sarà qualcuno che rappresenta il lavoro umiliato e deriso, qualcuno che ci ricorderà che la Costituzione che vogliono abbattere toglie legittimità alle leggi razziali e impone come dovere il diritto ad essere accolti. Ci sarà qualcuno che ci rammenterà che è su quella Carta, per la quale è stato versato tanto sangue ma si sono illuminate tante speranze, che hanno giurato governi infedeli, sleali e alla lunga illegali e allora bisogna ridarle la forza che deve avere, perché così ci si riprende la sovranità espropriata. Ci sarà qualcuno che ribadirà che la Costituzione vuole cambiarla, per cancellarla, chi vive nell’illegalità e ne ha fatto sistema di governo, chi la odia perché rappresenta un ostacolo non solo formale alle licenze, agli abusi, alle leggi ad personam, all’avvilimento del parlamentarismo, al conflitto di interesse. E se non me le dirà nessuno tutte queste cose, io le so, come le sai tu, come le sanno i pochi o tanti che saranno là e che non credono alla formula magica per la quale sono evaporate le differenze e con esse sono scomparse le ideologie di destra e di sinistra. Non è così, la destra c’è con la sua oscura potenza eretta sui suoi capisaldi di sempre: autoritarismo, umiliazione delle regole, odio per la rappresentanza, razzismo, xenofobia, asservimento funzionale allo sfruttamento, annichilimento della partecipazione, disprezzo per i diritti. È contro quella destra che in questi anni ci sono stati soggetti sociali e collettivi che hanno “ripesttato” la Costituzione : 27 milioni di persone coi referendum hanno detto no al nucleare, no alle leggi ad personam, sì all’acqua pubblica. E la Fiom ha fatto garantire attraverso le leggi e la Costituzione il diritto alla rappresentanza nelle fabbriche. Una garanzia che vale non solo per i propri iscritti, ma per tutti i lavoratori e i sindacati e quindi per tutti noi. E ci sono cittadini che in suo nome combattono concretamente per la legalità, e saranno in piazza così come alla Costituzione fanno riferimento Emergency per il diritto universale alla salute, l’Arci per la promozione della cultura. Insomma una piazza c’è già, la loro, la nostra, quella della sinistra Se non vi piace il nome, cambiatelo, ma non cambiate le sue stelle polari alle quali dobbiamo guardare, sempre le stesse, perché tramontate le ideologie, bisogna salvaguardare le idee, le radiose visioni, le utopie, anche se sono diventate domestiche, apparentemente antiche, perché dobbiamo ricominciare ad aspirare all’uguaglianza, alla solidarietà, alla libertà.

mercoledì 21 settembre 2016

RAPPORTO ESPAD...ALCOL E DROGHE TRA GLI ADOLESCENTI...


FUMATORI ADOLESCENTI, L’ITALIA (PURTROPPO) È PRIMA IN EUROPA


adolescenti fumo

L’Italia ha raggiunto un primato purtroppo negativo per quanto riguarda gliadolescenti e il fumo. Infatti il nostro Paese è il primo in Europa per il numero di adolescenti fumatori.
Si tratta di quanto emerge dal rapporto Espad - European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs che per la sesta volta dal 1995 ha raccolto i dati relativi alla diffusione di fumo, alcol e droghe tra gli adolescenti.
La ricerca è stata condotta tra gli adolescenti delle scuole di 35 Paesi europei. La percentuale di adolescenti fumatori in Italia è del 37%, ben al di sopra del campione generale europeo che tocca il 21%.
Nella classifica degli adolescenti fumatori subito dopo l’Italia troviamo la Bulgaria e la Croazia, con il 33%, mentre agli ultimi posti ecco l’Islanda e la Norvegia che con il 6% e il 10% sono i Paesi europei dove la percentuale di adolescenti fumatori è inferiore.
Il sondaggio tiene conto anche dell’età in cui i giovanissimi cominciano a fumare. In Italia, ma anche in Francia, a Cipro e in Romania, gli adolescenti tendono ad accendere la prima sigaretta quando non hanno ancora compiuto 13 anni.
La ricerca non riguarda soltanto le sigarette ma anche l’uso della cannabis tra i giovani. Per quanto riguarda la cannabis, il Paese con più adolescenti che ne fanno uso è la Repubblica Ceca, con il 37%. In Italia invece la percentuale da questo punto di vista è del 15% per quanto riguarda gli adolescenti che hanno fumato cannabis negli ultimi trenta giorni.
Tra gli adolescenti si sta inoltre diffondendo il consumo delle nuove droghe psicoattive(Nps) che sono più diffuse rispetto ad altre droghe già note, come ecstasy, anfetamina, cocaina e Lsd. La percentuale degli adolescenti che hanno assunto droghe psicoattive negli ultimi 12 mesi è del 5% in Irlanda e in Italia, del 6% in Bulgaria e Croazia e dell’8% in Polonia e in Estonia.
Inoltre, per quanto riguarda il consumo di alcolici, dalla ricerca emerge che tra gli adolescenti europei è diminuito dal 56% al 48% per quanto riguarda l’uso corrente e dall’89% all’80% nel consumo una tantum. In Italia in ogni caso l’84% degli studenti ha bevuto alcolici almeno una volta nella vita.
Infine, oltre al problema del fumo e dell’abuso di alcol e droghe tra gli adolescenti, la ricerca si sofferma sui rischi per i più giovani legati ad internet e al gioco d’azzardo. In Italia gli adolescenti si connettono ad internet 6 giorni su 7 in media, usano soprattutto i social network e le app per giocare, solo il 3% riferisce di aver giocato abitualmente e di frequente d’azzardo.
Riconoscete queste abitudini nei vostri figli e negli adolescenti di oggi?

martedì 20 settembre 2016

GOFFREDO BETTINI


  • MAFIA CAPITALE
ROMA Le guerre fra le correnti del Pd, l'amicizia con Gianni Letta e i finanziamenti ricevuti per la campagna elettorale per le europee del 2014. «Quando ho saputo dei rapporti fra Salvatore Buzzi e Massimo Carminati sono trasecolato». È stata una vera e propria deposizione fiume quella dell'europarlamentare Pd Goffredo Bettini, che questa mattina ha testimoniatonell’ambito del processo Mafia Capitale nell’aula bunker di Rebibbia. Chiamato dai legali di Salvatore Buzzi, il padre putativo del centrosinistra romano non si è sottratto alle domande dei legali e per circa tre ore ha ricostruito molte vicende della sua esperienza politica, riservando le parole più dure al suo partito, il Pd.
«Ho scritto un libro che descriveva la situazione del Pd romano - ha affermato Bettini, leggendone alcune parti in aula - A Roma è dovuta intervenire la magistratura per scoperchiare il degrado, ma noi non dovevamo aspettare i giudici, a cui va il compito di colpire i corrotti.  La corruzione è tornata. E nessuno puo pensare che si fermi sulla soglia della porta del centro sinistra. Il degrado del partito si vedeva ad occhio nudo già nel 2009. Ho fatto una battaglia nel Pd del tutto inascoltato, ma le cose - ha aggiunto poi - non sono cambiate».
Il riferimento alle vicende giudiziarie seguite all’inchiesta “Mondo di Mezzo” è evidente. «Anche se quello che scrivevo nel libro era solo un giudizio politico. Altrimenti sarei andato in procura a denunciare», ha poi precisato, di fronte alle polemiche sollevate da alcuni avvocati. «La 29 giugno era considerata un fiore all’occhiello nella sinistra romana, ma faceva riferimento ad un’area politica nel Pd diversa dalla mia - ha affermato Bettini - quella dei dalemiani-bersaniani. Io non rappresentavo una corrente, ma un pensiero che mi vedeva al centro e da cui molti, come Walter Veltroni e Nicola Zingaretti, hanno attinto».
Eppure, nonostante la distanza politica, fra i due mondi non mancarono contatti, in alcuni casi certificati, come dimostra anche il finanziamento di circa 10 mila euro per le elezioni europee del 2014, «fu Matteo Renzi a chiedermi di candidarmi». Più di Salvatore Buzzi, per Bettini, il punto di riferimento all’interno della 29 giugno era il suo collaboratore, Carlo Maria Guarany. «Ricordo di aver incontrato Buzzi in due occasioni pubbliche. Quando presentai un libro su Pietro Ingrao e poi per conoscere Pino Pelosi (collaboratore della 29 giugno). Io e Borgna eravamo molto amici di Pasolini e pensavamo che non fosse stata un un’unica persona ad ucciderlo. Mentre Guarany - ha proseguito Bettini - mi stava simpatico, mi ricordava l’attore Danny de Vito e parlavamo di eventi culturali. Venne a chiedermi un consiglio su un progetto per i migranti in Sicilia. Io di certe cose non me interessavo, per questo lo misi in contatto con Gianni Letta, con cui avevo un rapporto informale dai tempi dell’Auditorium di cui ero presidente e lui membro del cda. Ci scambiavamo le seccature a vicenda».
L’appuntamento con Letta, come ha ammesso Bettini, andò effettivamente in porto. Anche se Carlo Maria Guarany, imputato nel processo, ha poi aggiunto: «Quell’incontro con Letta fu chiesto perchè noi cercavamo strutture per i migranti. Avevamo pensato che lui potesse darci dei consigli generali e pochi giorni dopo ci fece avere un appuntamento con il prefetto Giuseppe Pecoraro». Secondo Guarany, però, non fu questo l’unico caso in cui Bettini intercesse per conto della 29 giugno. «Alcuni enti pubblici non avevano recepito la normativa sulle coop sociali, tra cui il Coni - ha ricordato Guarany - Spiegai questa situazione a Bettini e grazie a lui venni ricevuto da Giovanni Malagò, presidente del Coni. Ma da questa iniziativa la coop 29 giugno non ha tratto alcun vantaggio». 
MARCO CARTA

lunedì 19 settembre 2016

ROMA FA SCHIFO...

L'indegno post di Virginia Raggi sulle "cose fatte" demolito pezzo per pezzo

17 settembre 2016
Per uscire dall'angolo e ricacciare via le voci che davano per imminenti addirittura le sue dimissioni, il sindaco ha ieri pubblicato un lungo post su Facebook in cui ha tenuto ad elencare le "cose fatte" fino ad oggi dall'amministrazione. 
Il post (poi ripreso sul blog di Grillo, circondaro dal solito carosello di pubblicità) si chiama "Andiamo avanti, con coraggio..." ed in effetti ci vuole un gran coraggio per snocciolare un elenco di fandonie di questa caratura. 
Fa piacere, intendiamoci, che il sindaco punti sul concreto invece di continuare a declinare lagnanze e polemiche politiche. Tuttavia il carniere delle cose fatte in ben 3 mesi di governo è talmente povero e micragnoso che nessuno può farci granché. Tra l'altro il confronto con le altre città che sono andate al voto a giugno è impari e clamoroso. Purtroppo il sindaco - come abbiamo più volte sottolineato clamorosamente mal consigliato dal suo staff della comunicazione - ne esce con le ossa rotte. La città non ha approvato praticamente nessuna delibera e nessun provvedimento, non c'è un assessore al bilancio da settimane, i dirigenti e i funzionari sono sono senza incarico, le operazioni sono bloccate, pochissimi assessorati hanno iniziato i lavori realmente (lo testimonia il fatto che ancora non si sono composti gli staff), l'Assemblea Capitolina non viene più neppure convocata. 
In questo contesto parlare di "cose fatte" non può che risultare patetico. Ma entriamo nel merito del posto e vediamo, punto per punto, perché anche questo tentativo di Virginia Raggi risulta assai fuori luogo. Ecco qui sotto il post e in rosso le nostre osservazioni. Osservate, però, che il sindaco premette a tutta la lista il fatto che "abbiamo iniziato" alcuni cambiamenti. Dimostreremo facilmente che il grosso dei punti è stato iniziato da altri, non certo da questa amministrazione anche perché, essendo arrivata da pochi mesi, nulla avrebbe potuto iniziare.

***

ANDIAMO AVANTI, CON CORAGGIO. CAMBIEREMO ROMA E IL PAESE
Abbiamo trovato una città piena di problemi ma pronta a cambiare. Sapevamo che non sarebbe stato semplice riavviare la macchina amministrativa e che avremmo incontrato numerose opposizioni. Ma siamo qui, con umiltà e determinazione, a portare avanti il nostro lavoro al servizio dei cittadini. Sono i nostri valori: il M5S non si ferma davanti alle difficoltà e agli attacchi quotidiani di chi ci teme. Andiamo avanti, con coraggio. Tutti insieme cambieremo Roma e il Paese.
Con "umiltà". Con "umiltààààà"? Siamo al cospetto di una spocchia così atroce che al confronto Ignazio Marino era uno con una scarsa considerazione di se. E qui si parla di umiltà??? Andiamo avanti che è meglio...

Abbiamo già iniziato. Per chi se li fosse persi, ecco alcuni dei cambiamenti diventati realtà:
- Attenzione alle periferie: dopo anni di abbandono, l’amministrazione capitolina punta sul territorio. Partecipiamo al bando “Periferie 2016’. Vogliamo investire 40 milioni per migliorare la vita dei cittadini, riqualificando l’esistente senza consumo di suolo
Il Bando Periferie è un lavoro del Governo, non del Comune. Il parteciparvi è atto doveroso, non cosa di cui vantarsi al primo punto della lista. Tra l'altro quel che conta è partecipare con progetti validi in modo da concentrare le poche risorse su cambiamenti reali e non aleatori. Niente di peggio che chiedere finanziamenti per progetti a pioggia e non concreti. E invece il Comune, con Berdini e Raggi, ha proprio fatto in questa maniera. Perdendo un'occasione clamorosa. Lo spiega non un pincopallo qualsiasi o Roma fa Schifo, bensìGiuseppe Pullara sul Corriere della Sera. Perché mettere al primo punto delle cose fatte, una cosa fatta male e probabilmente controproducente?

- Nuova mobilità: stanziati 18 milioni di euro per la manutenzione della Metro A; da agosto le risorse sono nella piena disponibilità di Atac. Entro novembre circoleranno 40 nuovi autobus ed entro marzo arriveranno nelle strade della Capitale altri 110 nuovi mezzi.
La vecchissima politica che si prende i meriti di chi c'era prima. Un vecchio vizio che speravamo non avesse contagiato anche il Movimento 5 Stelle e invece è esattamente così: i bus nuovi che arriveranno sono di Marino. Tutto merito di Ignazio Marino. Anzi secondo noi tutta "colpa" visto che si tratta di bus a tre porte, devastanti per l'evasione tariffaria di Roma che si può risolvere solo con l'ingresso da davanti e con il bip della card-biglietto davanti all'autista e quindi solo con bus a due porte, come accade a Londra o a Parigi. Il sindaco poteva sottolineare il danno di quest'ordine fatto da altri, invece se ne è intestata il merito. Pur di intestarsi meriti di "cose fatte" si è intestata i meriti anche di cose fatte male. Una frenesia nevrastenica che dice molto. Ad ogni modo, in costanza di evasione, se nei prossimi mesi arriveranno nuovi bus sarà merito della precedente amministrazione e non di questa. Anche perché non esiste nessuno in grado in pochi mesi di fare una gara, assegnarla, fare l'ordine, vedere arrivare le consegne. Raggi dovrebbe evitare di prendere in giro, insomma. 
Sui 18 milioni la questione è talmente controversa (ed è dunque talmente assurdo metterla tra le cose di cui vantarsi) che preferiamo sorvolare.

- Rifiuti zero: avviato un programma che punta sulla cultura del riciclo e del riuso per mantenere la città pulita. Abbiamo svuotato le vasche degli impianti di trattamento dei rifiuti e ravviato la manutenzione straordinaria ferma da mesi. Dobbiamo restituire a Roma il decoro che merita. La città è più pulita e migliorerà ancora
Una presa in giro. Parlare di rifiuti zero mentre le aziende che si occupano di rifiuti di New York vengono a studiare il modello di Milano è assurdo. La stessa Paola Muraro, prima di diventare assessora, era la prima a prendere per il chiulo le bislacche teorie (ci dite dove sono applicate?) che parlano di grandi città che possono fare a meno sia di discariche sia di termovalorizzatori. 
Parlare di pulizia della città è un insulto all'intelligenza di chi legge ed una dimostrazione di totale distacco dalla realtà. La città è lercia e il fatto che a luglio fosse molto più lercia di ora non è un elemento di grande vanto e di chissà quale valore amministrativo.

- Due ruote in sicurezza: approvato il protocollo di intesa per la realizzazione del GRAB, grande raccordo anulare delle bici, una ciclovia turistica che consentirà di avere un percorso che toccherà alcuni dei punti storico-archeologici della città
Non si capisce come una ciclovia turistica (lo dice Raggi stessa: turistica!) possa migliorare la "sicurezza" di chi a Roma, da romano, da lavoratore, da studente, da cittadino civile che vuole adottare stili di vita sostenibili si muove e si sposta in bici. Come tutti concordano (anche i pochi del Movimento 5 Stelle dotati di comprendonio), il GRAB è una clamorosa presa per i fondelli, uno sperpero di risorse pubbliche per realizzare ciclabili che non serviranno a nessuno, ma utile soltanto a dar lustro a qualche pessima associazione lobbistico-ambientalista. Uno sciocco anello che collega parchi, riserve naturali e ville quando invece servono corsie ciclabili radiali lungo tutte le consolari, laddove i ciclisti muoiono ammazzati ogni giorno per andare a lavoro, a scuola, a fare la spesa, a portare i bambini all'asilo. Raggi poteva cogliere l'occasione per sottolineare come il Governo (eh già, anche qui sono soldi e progetti del Governo, non del Comune!) stesse buttando i soldi invece di finanziare bike lanes e ciclabili urbane, e invece s'è intestata il merito di un progetto che meritevole non è. Follia pura, pazzia doppia.

- Città più pulita: al via opere di bonifica per le microdiscariche e interventi di derattizzazione fermi da mesi, garantita la parziale riattivazione del servizio del ritiro degli ingombranti fermo da aprile, organizzati lo sfalcio dell’erba e la pulizia del verde presso i plessi scolastici; effettuato il piano straordinario di spazzamento del fogliame e avviata l’attivazione delle nuove isole ecologiche Ama
Vedi due punti sopra. Commentiamo solo con una espressione: totale distacco dalla realtà.

- Dalla parte delle famiglie e delle maestre: garantita la continuità del servizio dei nidi in concessione e approvato il piano straordinario di assunzioni del settore educativo per gli insegnanti a tempo indeterminato.
Oddio. Pure questo in lista? In realtà è una norma fatta approvare dal Ministro Madia rispetto alla quale, peraltro, in Parlamento i 5 Stelle si sono pure opposti, qui la versione raccontata all'epoca dall'AdnKronos, qui invece ciò che riporta il sito del Partito Democratico con le parole del Ministro Madia, tutt'altro che una che parla a sproposito e che attacca brighe quando non ce n'è necessità. Se così fosse, ma non siamo nelle condizioni ora di approfondire seriamente come su altri punti, sarebbe banalmente una delle tante figure barbine contenute in questa lista. 

- L’acqua è un bene di tutti: bloccato l'aumento per il 2016 della bolletta dell'acqua deciso dall'Autorità dell'Energia ed evitato un incremento del 5% della tariffa. Su Acea non indietreggiamo: resterà in salute ma curando l’interesse dei cittadini
La barbara retorica sull'acqua pubblica (come se pubblico voglia dire gratuito, nessun equivoco è stato mai strumentalizzato più di questo) è uno dei caposaldi del brodo di coltura ove è cresciuta politicamente Virginia Raggi. Ne abbiamo parlato tanto quando abbiamo denunciato gli scandali - tutti ancora in essere - del 14esimo Muncipio, detto ormai Il Municipio della Vergogna. Questa mossa di Virginia Raggi su Acea è così sciattamente propagandistica che non ci mettiamo noi a commentarla ma lasciamo che lo faccia chi ha studiato bene la questione. Come Andrea Picardi su Formiche. Da leggere. Forse questo è il raggiro più antipatico della lista: so che i miei elettori sono ignoranti e io li prendo scientemente per il sedere. Brutta cosa. 

- No ai privilegi: eliminate le auto a disposizione dell'ufficio di presidenza dell’Assemblea capitolina e dei presidenti dei gruppi. Revocati i permessi ZTL con diritto di sosta (circa 100 mila euro l’anno) e centralizzati gli acquisti. Tutti risparmi che saranno investiti a favore dei cittadini
Bene. Ma spiccioli simbolici. Fumo negli occhi. Risparmi 100mila euro con mosse puramente simboliche (seppure giuste e condivisibili, questo è fuori di dubbio) e perdi 100 milioni per fare dispetti ideologici alla Fiera di Roma. E perdi alcuni miliardi rinunciando alla sfida epocale delle Olimpiadi. Non ci prendiamo in giro, Sindaco. Ci casca solo il popolino bue...

- Taglio alle spese inutili: tagliate alcune Commissioni speciali che servivano solo a distribuire poltrone. Un risparmio concreto per i prossimi 5 anni
Un risparmio concreto di quanto? Spiccioli anche qui. Solo simboli e ideologie. Talvolta giuste, talvolta sbagliate. Ma solo simboli, vessilli e ideologie. Chi ci casca?

- Conti in ordine: la politica scellerata e gli scandali di Mafia Capitale hanno lasciato ai romani solo debiti. Un macigno, ma non possiamo avere paura. E’ stato approvato il primo assestamento di bilancio a fine luglio
Parlare di conti in ordine quando da 20 giorni non si riesce a nominare un assessore al bilancio (è mai successo niente del genere nella storia della città?) è semplicemente ridicolo. Il debito è un problema enorme ma lo si può risolvere solo consentendo alla città di crescere e svilupparsi. Qui invece si stanno bloccando o ostacolando tutti i progetti che possono permettere sviluppo economico in nome di un'ideologia che vede nell'investitore privato un "lurido" (testuali parole del capo della Commissione Sport in Campidoglio) da combattere. Roma è l'unica città al mondo ad avere questa mentalità. Ecco perché ha accumulato in passato questo debito atroce. Vuoi risanare i conti di un ente pubblico facendo fuggire investitori privati e azzerando qualsiasi tipo di trasformazione urbana e naturalmente aumentando la spesa pubblica assumendo maestri di scuola e vigili urbani? Chi ci è riuscito al mondo? Con questa mentalità e con questa trita ideologia il debito non può che aumentare. Ma tanto che importa: l'audit, pilastro della campagna elettorale, è già totalmente dimenticato. Meglio evitare? Forse si scoprirebbe, ad esempio, che i 13 miliardi di debito che giustificano ogni inefficienza in realtà sono totalmente ma anzi stratotalmente fake?

- L’importanza della Memoria: finalmente verrà realizzato il Museo nazionale della Shoah grazie allo stanziamento di 21 milioni di euro. Sbloccata già la gara d’appalto. Il progetto ha l'obiettivo di mantenere viva la memoria dell'Olocausto, contribuendo alla promozione e alla diffusione dei valori dell'uguaglianza e della pace tra i popoli
Un progetto che non ha nulla a che fare con questa amministrazione. Il Museo Nazionale della Shoah si sta ultimando a Ferrara. Ferrara, non Roma. Quello di Roma è una iniziativa comunale - non nazionale! - di stampo retrivamente veltroniano che andava interrotta, non alimentata. Un progetto architettonico fatto senza bando, che ci farà coprire di ridicolo rispetto ai musei dell'olocausto in giro per il mondo (si pensi a Berlino e al museo disegnato da Daniel Libeskind, lo stesso architetto che a Roma è considerato uno speculatore che vuole costruire tre grattacieli accanto al nuovo Stadio della Roma). Ad ogni modo, beninteso, non ci siamo ancora e mancano ancora molti passaggi burocratici. Resta da capire perché il sindaco a 5 Stelle si vanti di un errato progetto veltroniano che punta a costruire un mammozzone assai discutibile dentro a Villa Torlonia, pure in tono pateticamente provocatorio con la residenza del Duce. Nulla di più fuori luogo. Il ruolo di Roma nella Shoah si poteva e si doveva celebrare diversamente invece che con un mediocre museo che sarà un flop in primis in termini di visitatori e rappresenterà solo un problema gestionale oltre che un doppione con il grande museo nazionale di Ferrrara. 

- Istituzioni “citizen friendly”: abbiamo aderito all’iniziativa internazionale Open Government Partnership per promuovere la trasparenza attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, delle associazioni di categoria e delle imprese. Due i progetti in prima linea: “Roma collabora: la Capitale si apre ai cittadini” e “Agenda Aperta: come rendere trasparente il rapporto tra l’Amministrazione e i portatori di interesse”
Cose di cui potrebbe vantarsi il sindaco di Viterbo, di Formia, di Tarquinia. E invece sono i principali punti delle "cose fatte" dalla città di Roma, la Capitale d'Italia. E' fuffa. La trasparenza concreta che fanno le grandi città del mondo è roba tipo questa. Ma nessuno si sta muovendo in questo modo...

- Grandi eventi sportivi: Roma ospiterà le tre partite della fase a gironi e un quarto di finale degli Europei di Calcio UEFA 2020 grazie allo sblocco delle procedure comunali e alla stretta collaborazione con la FIGC e con il CONI
Vantarsi di grandi eventi sportivi quando si stanno mettendo i bastoni tra le ruote alla candidatura olimpica solo e soltanto per motivi di beghe politiche interne al proprio partito. Non c'è fine alla faccia tosta qui. Ma poi gli Europei sono stati assegnati due anni fa, all'epoca di Marino. Di cosa dobbiamo ringraziare l'attuale sindaca? Di non aver bloccato le procedure? Ma stiamo scherzando?

- Scuola e rispetto dell’ambiente: lanciato il progetto ‘Le quattro erre dell’ambiente – Ridurre, Recuperare, Riusare, Riciclare’. Una iniziativa di educazione ambientale rivolta agli studenti, dai bambini dei nidi ai ragazzi delle scuole secondarie
Ma sei il sindaco di Frascati o di Rocca di Papa santo il cielo? Ce lo vedete il sindaco di Parigi o quello di Londra che tra i punti strategici dei primi 100 giorni di governo mettono le quattro erre dell'ambiente. Qui il sindaco arriva a farci tenerezza oltre che a farci profondamente incaxxare.

- Il Campidoglio è la casa di tutti: Palazzo Senatorio apre le sue porte a tutti i cittadini. L’ultima domenica del mese si potrà finalmente visitare la casa dei romani, i suoi spazi archeologici e le sale storiche
Vabè ragazzi, dite voi...

- Traffico più snello, più sicurezza: nuovi vigili urbani in strada grazie allo sblocco del concorso per assumere trecento istruttori della Polizia Locale
Parlare di traffico più snello signifca essere, anche qui, completamente distaccati dalla realtà. Parlare di assunzioni nel corpo dei Vigili fa della sindaca quello che sempre sempre di più: una esponente vetero democristiana. Prima di aumentare la spesa pubblica rendi efficienti le organizzazioni porca di quella vacca! I vigili non funzionano, non lavorano, non sono organizzati, sono sindacalizzati in maniera malata. Mettere acqua in una bacinella piena di buchi non ti porta ad avere una bacinella più piena, ma solo a sciupare acqua. Altrimenti siamo alla spesa pubblica assistenzialista e clientelare e basta. E poi questa è quella che vuole risanare il debito, capito!?
Intanto il "traffico snello" è molto felice dal crollo delle contravvenzione e da un corpo dei vigili che, una volta cacciato il comandante Raffaele Clemente, si sta rilassando e tornando alle vecchie care abitudini. Fa eccezione l'ottimo provvedimento per la sosta attorno allo stadio durante la partite, ma dell'unica cosa seria fatta dal corpo della Polizia Municipale la sindaca non si vanta: un genio assoluto!

- Nuova vita per i mercati rionali: predisposto un intervento di 130mila euro per la manutenzione, dal rifacimento degli intonaci alla pulizia dei pluviali, delle vecchie aree. Le risorse sono a disposizione dei Municipi e riguardano in prevalenza mercati di periferia
130mila euro. E' semplicemente umiliante che tra i pochi punti delle cose fatte dal Sindaco della capitale d'Italia ce ne sia uno che cuba 130mila euro. Qualcuno aiuti il sindaco e gli tolga di torno i cialtroni che si occupano della sua comunicazione. I mercati rionali sono una sfida straordinaria per questa città: possono rendere per il beneficio di tutti 130mila euro al minuto altroché. Da Milano a Madrid in tutta Europa lo hanno capito. A Roma?

- Il suolo pubblico è dei cittadini. Intervento su Fiera di Roma. Ascoltando le istanze e le proposte dei cittadini, è stato ridimensionando l'intervento urbanistico nell'area. Abbiamo ridotto nettamente la superficie utile lorda da 67.000 mq a 44.000 mq
Un danno enorme. Una ideologia folle. Il suolo pubblico non è dei cittadini, ma della città che deve fare in modo che il suolo pubblico renda il più possibile in modo da incamerare risorse che servano a pagare i servizi di qualità per i cittadini e a ridurre le loro tasse. La pazzia fatta alla Fiera di Roma (che spieghiamo qui) la pagheremo invece tutti quanti.

- Meno auto per le strade: realizzato il prolungamento della linea 3 del tram fino alla Stazione Trastevere. L’obiettivo di lungo periodo è arrivare alla fermata della metro B Marconi per creare un circuito virtuoso con mezzi pubblici. Finalmente ci si potrà muovere senza dover prendere l’automobile
Il prolungamento del 3 è l'unica (l'unica!) cosa concreta realmente fatta in questi mesi (era tutto fatto da prima, intendiamoci, ma si è data una bella smossa agli uffici che dormivano: questione di firme nulla di più). Per il resto parlare di "meno auto per le strade" significa, ancora, essere totalmente distaccati dalla realtà. Come capita per tutti i politicanti che vivono nella loro bolla.
Intanto il tram a Viale Marconi si è trasformato in un obiettivo di "lungo periodo". Tristezza.

- Valorizzazione del patrimonio: basta sprechi e favori ai soliti noti. Istituito il tavolo tecnico per disciplinare l’uso del patrimonio indisponibile del Comune, lavoro importantissimo che ha avuto impulso dal Consiglio Comunale. Legalità, cultura e sociale sono le nostre parole d’ordine
Si tratta della delibera criminale che regalerà tantissimi immobili oggi inutilizzati e di proprietà di tutti noi al racket banditesco dei centri sociali che è riuscito a camuffare parecchi suoi componenti nelle fila del Movimento 5 Stelle e a farli eleggere in Aula Giulio Cesare. Un progetto micidiale che passerà senza problemi solo grazie ad una opinione pubblica azzerata e grazie ad una opposizione inesistente in aula. Un progetto sovversivo che consentirà finalmente a chi governa di assegnare beni pubblici, patrimonio di tutti, non ai migliori, tramite evidenza pubblica meritocratica e trasparente, ma agli amici, ai clientes elettorali e alle loro clientele, tramite assegnazione diretta o su richiesta. Questa delibera è l'unico motivo che ci fa sperare che l'amministrazione salti quanto prima: fermateli!

- Open Bilancio: i bilanci comunali di Roma Capitale degli ultimi 10 anni saranno pubblicati sul sito del Comune nelle prossime settimane e finalmente leggibili anche ai non addetti ai lavori grazie ad una serie di infografiche
Ancora: Raggi sindaco di Frascati. Le infografiche...

- Istituzioni per la cultura: garantita la continuità dei centri interculturali e avviato il percorso di ripensamento delle attività realizzate sul territorio cittadino. Abbiamo anche firmato il Protocollo d’Intesa per la Gestione dei Beni Sequestrati e Confiscati
Tradotto in italiano dal politichese che non dovrebbe essere proprio di questa "nuova" classe dirigente: abbiamo regalato a mafiosi e fascisti il Cinema Aquila.Leggete qui con attenzione. Ovviamente anche qui opposizione, giornali e opinione pubblica silenti. Parla e si espone - con le conseguenze che vi racconteremo - solo un blog di coglionazzi chiamato Roma fa Schifo...

- Roma e Far East: grandi flussi turistici ed economici da Oriente guardano alla Capitale. Avviato un programma internazionale: i migliori studenti delle tre Università di Roma potranno partecipare ad un forum su “Smart, ecological e cultural cities” a Pechino
Ma ci rendiamo conto la pochezza? L'ordinaria amministrazione venduta come rivoluzione. Penoso davvero. Quando leggete queste cose fate sempre un ragionamento: sarebbe pensabile leggere queste cose uscite dalla bocca del sindaco di Londra, di Parigi o di New York?

- Nessuno deve rimanere indietro: avviata una serie di progetti a sostegno dei detenuti delle carceri per il loro progressivo reinserimento nella società e per la loro partecipazione alle attività di recupero della città
Questa storia di inserire i detenuti nella società oltre a ricordaci Salvatore Buzzi, è esattamente il ruolo della carcerazione. Dove sta la novità? La detenzione nasce centinaia di anni fa con questo scopo. Di questo passo la sindaca si intitolerà il merito che a Roma le scuole dell'obbligo servono a insegnare un briciolo di cultura ai ragazzi. Wow!

- Benessere in città: avviato l’iter per recuperare una serie di edifici pubblici all’interno delle ville storiche della città. Saranno messi a disposizione di chi vuole fare sport all’aria aperta
"Messi a disposizione?". Gli edifici comunali nei parchi vanno assegnati previo bando internazionale e devono permettere al Comune di incassare ricchezza da distribuire, devono generare posti di lavoro e offerte di qualità. Abbiamo ville enormi senza servizi: a Villa Pamphili c'è UN bar, a Villa Ada che è grossa come metà del Belgio c'è un chiosco. Anche perché è l'unica maniera per assicurare alle aree verdi una manutenzione ed una sicurezza visto che si sono trasformate in jungle, bivacchi e bidonville. A Vienna nei parchi ci sono attività economiche che generano un pil superiore al Marocco santo cielo. In questo articolo e ancorain questo spieghiamo bene il concetto. 

- Movida sicura: emessa una prima ordinanza anti-alcol ed estesa anche ai Municipi precedentemente esclusi dalla sua applicazione. L’obiettivo è contrastare la movida selvaggia
Totale distacco dalla realtà, again. Le ordinanze anti-alcol sono una cagata così galattica che non vi tediamo oltre. Invece di trovare modalità finalmente serie e efficaci per gestire la vita notturna (molte città europee stanno eleggendo i "sindaci della notte"), la rivoluzionaria amministrazione a 5 Stelle cosa diavolo fa? Proroga le scempiaggini delle amministrazioni precedenti. E se ne bulla su Facebook cristosanto!

- Decoro e sicurezza: “centurioni” e “risciò” non potranno più permanere nelle aree monumentali, come Colosseo e Fori Imperiali, in modo da garantire decoro e sicurezza nelle aree più belle della città. Previste multe salate per chi non rispetta le regole
Certo. Grazie a Ignazio Marino e al Prefetto Tronca. L'amministrazione si è limitata soltanto a prorogare le ordinanze fatte da altri. Tra l'altro con un ritardo imperdonabile che a luglio ha permesso un vergognoso ritorno di questi pagliacci ad umiliare l'area archeologica centrale. 

- Stop al commercio senza regole: intensificate le attività di coordinamento con la Polizia Locale di Roma Capitale contro l’abusivismo commerciale e contro il fenomeno dei “bed&breakfast” irregolari
Parlare dello stop al commercio abusivo a Roma significa essere totalmente distanti dalla realtà. Tra l'altro si tratta di un cancro - il commercio abusivo - che è impossibile da combattere con queste norme nazionali. Invece di reclamare a gran voce norme adeguate al Governo e al Parlamento, il Sindaco di Roma - che ne avrebbe tutta l'autorevolezza - si vanta di aver risolto un problema che non solo non è stato affatto risolto, ma che il Comune non può risolvere. 

- Roma Facile: avviato l’iter per la realizzazione degli spazi di assistenza per la diffusione, promozione e sensibilizzazione alla cultura digitale e per il supporto all'uso delle tecnologie. Questi punti saranno realizzati in tutto il territorio capitolino: nelle sedi di Municipi o altre sedi istituzionali, scuole, biblioteche, centri anziani, uffici postali, centri per l'istruzione degli adulti, società partecipate e spazi offerti dai privati
Gli "spazi di assistenza per la diffusione della cultura digitale"? Davvero? Comunque sicuramente sarà una cosa decisiva e rivoluzionaria che farà di Roma la capitale intergalattica del digitale. Staremo a vedere. 

Lo ripeto: è solo l’inizio. Assessori, consiglieri, municipi e volontari, stiamo tutti lavorando senza sosta per il bene della città. Questo grazie anche all’impegno di tutti i cittadini e dei lavoratori: dagli operatori dell'AMA agli autisti dell'ATAC, dai dipendenti di Roma Capitale ai dipendenti di tutte le partecipate. Insieme cambiamo la città.
La leccata di natiche ai "lavoratori" delle municipalizzate (gli stessi che se fanno sciopero durante la partita della nazionale di calcio "è un caso") e ai dipendenti comunali è il colpo di grazia finale ad un documento indegno di un primo cittadino di una capitale del G8 con il quale purtroppo il sindaco perde tutta la residua credibilità rimanente. Speriamo davvero che sia nelle condizioni di riprendersi e che, soprattutto, riesca a circondarsi di persone all'altezza dell'amministrazione di una grande città occidentale. Per ora siamo ad un livello che sarebbe inaccettabile, come abbiamo detto, a Frascati e a Rocca di Papa. Con tutti il rispetto per le graziose cittadine.